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Nuove sostanze psicoattive

Negli ultimi anni, un gran numero di nuove sostanze sintetiche e naturali non regolamentate è comparso sul mercato, commercializzate in Internet, negli smart e head shops come droghe legali – oggigiorno chiamate anche “furbe” (smart drugs, legal highs, novel compounds, new psychoactive substances), pubblicizzate con strategie di marketing sofisticate e, in alcuni casi, intenzionalmente etichettate in modo erroneo con ingredienti diversi da quelli dell’effettiva composizione.

Questo fenomeno non è però di nuova generazione, ma ha inizio alla fine degli anni ’90, a seguito delle campagne mediche e pubblicitarie contro il boom di ecstasy e droghe sintetiche da discoteca sviluppatosi allora: sul mercato europeo sono così comparse un ventaglio di sostanze di origine vegetale che promettevano gli stessi effetti “da sballo” delle pasticche, ma senza danni collaterali. Si scoprirà successivamente che non era esattamente così, che di danni collaterali ne venivano creati comunque e che, in molti casi, naturale non era e non è tutt’oggi sinonimo di sano.

Le droghe del web

Queste sostanze hanno avuto, e continuano ad avere, un grande successo soprattutto tra i giovanissimi e si sono diffuse con una rapidità impressionante: sicuramente grazie al web (possono essere acquistate facilmente in Internet – che pullula di drugstores, e ricevute a casa tramite posta) e probabilmente anche avvantaggiate dal fatto che, trattandosi in gran parte di sostanze sconosciute, c’è un buon margine di tempo prima che vengano effettuate ricerche mediche che potrebbero farle dichiarare illegali. Esse presentano, quindi, meno “problemi di gestione” delle sostanze classiche. Inoltre, relativamente al web, negli ultimi anni si è registrato lo sviluppo di specifici forum (drugs forum), blog, social network dedicati alla discussione sulle varie droghe, dove gli utenti si scambiano informazioni, consigli, indicazioni e “istruzioni per l’uso” in maniera rapida e socializzante.

Attualmente, queste nuove sostanze rappresentano una sfida agli approcci per il monitoraggio e il controllo delle sostanze psicoattive, soprattutto per la natura sempre più dinamica dell’offerta delle alternative ai prodotti controllati. Tra il 1997 e il 2010 sono state notificate tramite il Early Warning System europeo, più di 150 nuove sostanze psicoattive (acquistabili in più di 600 online shops), con un picco nel 2009-2010, in cui ne sono state denunciate rispettivamente 24 e 41, tutte sintetiche. Fino a novembre 2011, ne sono state identificate formalmente 39: esse sono perlopiù catinoni o cannabinoidi sintetici.

Ma quali sono queste “nuove droghe legali”?

Di seguito un elenco delle “famiglie” più popolari:

  • Le fenetilamine comprendono un’ampia gamma di sostanze che possono avere effetti stimolanti, entactogeni o allucinogeni (anfetamine, metanfetamine, MDMA – sostanze sintetiche; mescalina – presente in natura).
  • Le triptamine comprendono una serie di sostanze che hanno principalmente effetti allucinogeni (LSD – sostanza semisintetica; DMT, psilocina, psilocibina – presenti in natura).
  • Le piperazine sono rappresentate dal mCPP e dalla BZP (1-benzilpiperazina), entrambe stimolanti del sistema nervoso centrale.
  • I catinoni hanno effetti stimolanti (metcatinone – composto semisintetico; mefedrone, metilone, MDPV – composti sintetici).
  • I cannabinoidi sintetici sono funzionalmente simili al THC, il principio attivo della cannabis, e possono avere effetti allucinogeni, sedativi e depressivi (Spice drugs – miscele a base di erbe da fumare).

Altre sostanze segnalate comprendono varie sostanze psicoattive sia sintetiche sia derivate dalle piante, che non appartengono rigorosamente a nessuna delle famiglie precedenti. È incluso in questo gruppo anche un esiguo numero di prodotti e derivati medicinali (EMCDDA, 2011).

La situazione italiana

Per quanto riguarda l’Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha recentemente pubblicato uno specifico manuale contenente le 42 smart drugs di origine naturale (+ cannabinoidi sintetici) più pericolose di cui viene indicata la specie, il principio attivo, le proprietà e gli effetti collaterali, l’uso storico e attuale.

Tra esse si riscontrano l’Amanita Muscaria, un fungo velenoso utilizzato nei rituali degli sciamani grazie al suo potenziale allucinogeno; la Muira puama e la Turnera aphrodisiaca (meglio conosciuta come Damiana), utilizzate per le loro proprietà stimolanti, soprattutto a livello sessuale; l’Ephedra sinica, nota in campo erboristico con il nome commerciale Ma Huang, impiegato come decotto decongestionante e antiasmatico nella medicina popolare cinese. Essa, tuttavia, contiene efedrina al 1 o 2%, classificata in Italia come sostanza dopante, quindi illegale.

Il manuale è scaricabile gratuitamente qui: Smart Drug – ISS 2010

È bene ricordare, tuttavia, che in questo fenomeno delle “nuove droghe” ciò è veramente nuovo non sono le sostanze (molte di esse hanno, infatti, una storia di uso e/o abuso di alcuni o molti decenni), quanto le modalità di utilizzo; esse vengono infatti consumate secondo le più disparate combinazioni.

 

Riferimenti bibliografici

EMCDDA (2011) 2011 Annual Report on the State of the Drugs Problem in Europe, Luxembourg: Publications Office of the European Union

Istituto Superiore di Sanità (2010) Smart Drugs. Seconda edizione, Roma

Petroni A. (2004) Droghe legali, Castelvecchi Editore

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