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Spice Drugs


Con il termine Spice drugs ci si riferisce ad un marchio di miscele di erbe commercializzate come incensi o deodoranti per ambienti, ma destinate ad essere fumate come sostituti della cannabis. Ad oggi, esistono un gran numero di prodotti etichettati come Spice, che si differenziano per le combinazioni di erbe contenute. Esempi sono: Spice Gold, Spice Silver, Spice Diamond, Spice Tropical Synergy, Spice Artic Synergy, Yucatan Fire, Genie, Mojo, Magic Silver, Magic Gold.

Tra le erbe più utilizzate nelle miscele di Spice ritroviamo: Beach bean (Canavalia maritima; sin. C. rosea); Blue lotus (Nymphaea alba, Nymphaea caerulea); Dwarf skullcap (Scutellaria nana); Indian warrior (Pedicularis densiflora); Wild Dagga (Leonotis leonurus); Maconha brava (Zornia latifolia, Zornia diphylla); Pink o Sacred lotus (Nelumbo mucifera); Honeyweed o Siberian motherwort (Leonurus sibiricus); Marshmallow (Althaea officinalis); Dog rose o Rosehip (Rosa canina); alcune delle quali sembrano essere state scelte poiché tradizionalmente utilizzate in Sudamerica o Asia come “sostituti della marijuana”, cosicché gli utenti possono aspettarsi effetti simili a quelli ottenuti fumando la cannabis.

In realtà, la diffusione delle Spice preoccupa la comunità scientifica non tanto per i composti di origine vegetale che compongono i prodotti – di cui peraltro si conosce poco o nulla circa il contenuto in principi farmacologicamente attivi, ma soprattutto per l’individuazione all’interno di esse di cannabinoidi sintetici (una vasta famiglia di molecole strutturalmente non correlate tra loro ma funzionalmente simili al THC, il principio attivo della cannabis) quali JWH-18, JWH-073, CP 47,497 e HU-210, sostanze prive di sperimentazione clinica controllata sugli esseri umani, quindi con conseguenze a lungo termine del loro consumo totalmente sconosciute. Oltre alla varietà di erbe contenute nelle diverse miscele di Spice, quindi, è presumibile riscontrare anche una elevata variabilità, sia in termini di sostanze sia di quantità, nel contenuto dei cannabinoidi.

Come le altre nuove sostanze psicoattive in commercio sembra esserci una deliberata strategia di marketing nel rappresentare le Spice drugs come naturali, al fine di ingannare il consumatore – e i sistemi di controllo, con una falsa presentazione del prodotto.

Modalità di assunzione

Comunemente, le Spice vengono fumate, sia rollando il contenuto in cartine, come le comuni canne, sia usando pipe o pipe ad acqua.

Le Spice vengono assunte talvolta in combinazione con il Kratom (Mitragyna Speciosa), la Salvia divinorum e la Cannabis. Sono state riportate anche combinazioni con la Ketamina, al fine di potenziare gli effetti di quest’ultima e facilitare il coming down.

Uso ricreazionale ed effetti desiderati

Nonostante le indagini online sulle Spice drugs siano iniziate nel 2008, gli utenti dei drug forums dichiarano che esse erano disponibili online e negli headshops di varie città europee già dal 2004.

Le Spice si sono diffuse in maniera rapida (soprattutto quando ancora legali in molti paesi europei) e sono amate dai consumatori poiché danno effetti simili alla cannabis – tra i principali, vengono dichiarati: euforia e aumento della socievolezza, effetto ansiolitico e antidepressivo, rilassamento, apparente miglioramento della capacità di sognare e ricordi più vividi dei sogni; il loro effetto ha una durata di due/tre ore (il che permette di mantenere uno stile di vita normale e attivo); hanno odore e sapore piacevoli (di miele e vaniglia), che permette ai ragazzi di fumare in casa in assenza dei genitori e giustificare l’odore come incenso; sono facilmente reperibili in Internet e vendute anche a prezzi modici.

Effetti collaterali

Gli effetti avversi riportati dai consumatori sembrano essere principalmente mal di testa, vomito e paranoia. Non si conoscono, invece, gli effetti a lungo termine.

A seguito di casi di intossicazione acuta, probabilmente attribuibili all’assunzione di queste miscele, il Ministero della Salute italiano, in collaborazione con il Dipartimento Politiche Antidroga, ha emanato nell’aprile 2010 un’ordinanza che prevede il divieto di fabbricazione, importazione, immissione sul mercato e commercio di tali prodotti.
 
 
Riferimenti bibliografici

Istituto Superiore di Sanità (2010) Smart Drugs. Seconda edizione, Roma.

Psychonaut Web Mapping Research Group (2009) Spice report, Institute of Psychiatry, King’s College London: London, UK

Schifano F., Corazza O., Deluca P., et al. (2009) Psychoactive drug or mystical incense? Overview of the online available information on Spice products, International Journal of Culture and Mental Health, 2(2):137-144

Ujváry, I. (2009) The Herbal Components of Spice Products, EMCDDA Expert meeting: Spice and related synthetic cannabinoids, Lisbon, 2009

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