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HIV, AIDS e miti da sfatare

AIDS_Pillole Psicologiche

Lavorando assiduamente da un anno a questa parte con i dati europei e mondiali sulla prevalenza di HIV e AIDS nella popolazione carceraria, clinica e generale, nella mia testa si prefigura ancora più chiaramente quanto preconcetti e tabù riguardo la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS – da Acquired Immune Deficiency Syndrome) e il virus dell’immunodeficienza umana (HIV – da Human Immunodeficiency Virus) siano ancora oggi estremamente diffusi. Nonostante si parli di AIDS da decenni (il primo caso documentato risale al 1959), nel 2012 esistono ancora molti miti sull’infezione da HIV, sui rischi di contagio e, soprattutto, sembra generalizzata l’idea che sia un problema che riguarda ‘solo gli altri’ e una cerchia ristretta della popolazione.

Elenco di seguito i miti più comuni, nel tentativo di contribuire a sfatarli.

 Avere l’HIV e avere l’AIDS sono la stessa cosa.

Falso – L’HIV è il virus che causa l’AIDS. Quando qualcuno “ha l’HIV” o “è HIV+”, significa che è stato infettato dal virus dell’HIV, il quale, se non trattato, porta la persona a sviluppare l’AIDS. Esso rappresenta, quindi, la fase più avanzata di infezione da HIV, in cui il sistema immunitario è ormai gravemente danneggiato e porta solitamente alla morte. Tuttavia, se tempestivamente riconosciuto e adeguatamente trattato, l’HIV non si evolve in AIDS e la persona è in grado di vivere a lungo e con una buona qualità di vita. Ad oggi, non esistono cure in grado di eliminare completamente l’infezione da HIV; è quindi necessaria e di fondamentale importanza l’aderenza fedele al trattamento antiretrovirale da parte del paziente.

 È possibile essere infettati dal virus dell’HIV frequentando persone HIV+, attraverso contatti fisici quali abbracci, strette di mano, condivisione di oggetti e durante il contatto con la saliva, ad esempio attraverso i baci.

Falso – La trasmissione del virus dell’HIV avviene esclusivamente attraverso lo scambio di liquidi corporei quali sangue, sperma, liquidi vaginali, fluidi pre-eiaculatori e latte materno. Non può, quindi, essere trasmesso attraverso il contatto fisico se non sono presenti ferite aperte che entrano in contatto con i fluidi del corpo di una persona sieropositiva. Le ricerche sperimentali mostrano unanimemente che l’HIV non può essere trasmesso tramite saliva, sudore e lacrime: anche se il virus può essere presente nella saliva, la percentuale è così minima da non comportare alcun rischio di trasmissione.

 L’HIV può essere diffuso attraverso le punture di zanzara.

Falso – È vero che le zanzare succhiano sangue sia dagli esseri umani sia dagli animali; tuttavia, per due ragioni il virus dell’HIV non può essere trasmesso attraverso punture di zanzara: a) esse non iniettano alcun liquido negli esseri viventi che pungono; b) il virus dell’HIV non può sopravvivere negli insetti, quindi essi non possono esserne portatori.

 HIV e AIDS sono causati solo da pratiche sessuali non protette.

Falso – Nonostante la trasmissione sessuale sia attualmente la modalità d’infezione più diffusa, il virus dell’HIV può facilmente diffondersi anche attraverso lo scambio di siringhe infette tra i tossicodipendenti, l’utilizzo di aghi non sterili in ospedali o negli studi dove si effettuano piercing e tatuaggi. Inoltre, il latte materno è un veicolo di trasmissione del virus dalla madre infetta (anche se sottoposta a trattamento antiretrovirale) al neonato.

 I figli di madri HIV+ nasceranno affetti da HIV.

Falso – È comprovato che la possibilità che un bambino nasca già HIV+ da una madre HIV+ è meno del 2%. Questo perché i trattamenti antiretrovirali odierni permettono di azzerare la carica positiva e di proteggere il feto dall’infezione. È importante, tuttavia, che il neonato non venga allattato al seno dalla madre HIV+, poiché il latte materno continua ad essere un veicolo d’infezione.

 Non è necessario utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali se entrambi i partner hanno già l’HIV.

Falso – Poiché esistono differenti ceppi di HIV (HIV-1 e HIV-2), se non viene utilizzato il preservativo durante i rapporti sessuali, i partner infetti possono scambiarsi i diversi tipi o ceppi di HIV. Questo può portare a una nuova infezione che renderà il trattamento dell’infezione da HIV più difficile. Il nuovo ceppo di HIV, infatti, può non solo essere più resistente al trattamento corrente, ma anche comprometterne l’efficacia.

 Gli omosessuali e i tossicodipendenti hanno più probabilità di contrarre l’infezione rispetto ad altre persone.

Falso – Chiunque può contrarre il virus. L’HIV non discrimina nessuno e si diffonde soprattutto attraverso i rapporti sessuali non protetti o lo scambio di aghi e siringhe infette. Le ultime stime sul contagio dell’HIV dimostrano che il 90% delle infezioni si verificano attraverso i rapporti sessuali non protetti e, di questi, il 60% sono rapporti eterosessuali. Quindi, indipendentemente dal vostro orientamento sessuale o dalla vostra personalità, è importante non avere comportamenti a rischio e avere sempre rapporti sessuali protetti.

 L’HIV non può essere trasmesso durante il sesso orale.

Falso – Nonostante il sesso orale sia una pratica relativamente sicura poiché comporta uno scambio minimo di fluidi corporei, il virus dell’HIV potrebbe essere trasmesso se ci sono ferite aperte o sul pene e/o sulla vagina, o in bocca. Infatti, nel caso in cui fossero presenti tagli, ferite, infiammazioni e/o abrasioni nella mucosa della bocca, sulle gengive o infezioni in gola, la persona può essere a rischio di infezione. È, quindi, opportuno utilizzare il preservativo o il dental dam (un sottile foglio di lattice che funziona come barriera tra la vagina o l’ano e la bocca) anche per praticare il sesso orale.

 Il pericolo dell’AIDS è finito. È solo un problema dei paesi sottosviluppati.

Falso – Ogni giorno migliaia di persone diventano HIV+ nel mondo e l’epidemia dell’HIV continua a colpire in tutto il mondo. In Italia vivono 150.000 persone con HIV/AIDS e si stima che i nuovi contagi siano di 4-5.000 all’anno. L’aspetto più grave, almeno nel nostro paese, è che la maggior parte dei cittadini non sa come prevenire l’infezione da HIV e vi è, tutt’oggi, molta disinformazione al riguardo.

 Perché devo fare il test? Oggi non si muore più di AIDS

Falso – Anche se la morte da AIDS è drasticamente diminuita negli ultimi anni grazie alle terapie antiretrovirali, l’HIV, se non curato, continua ad essere potenzialmente mortale. Inoltre, affinché il trattamento sia efficace, esso deve essere prescritto in tempo utile, prima che il danno immunologico sia in stato avanzato e irreparabile. Uno dei gravi problemi in Italia è che oltre il 60% delle persone che scoprono di essere HIV+ sono già in uno stato di AIDS conclamato e si presentano nei centri clinici solo a seguito di infezioni non regredibili. Fare il test è, quindi, importante e rappresenta il primo intervento fondamentale per conoscere il proprio stato sierologico in tempo utile.

 

Riferimenti bibliografici

TheLancet.com (2010) Series on HIV in people who use drugs. Articoli consultabili all’indirizzo web: http://www.thelancet.com/series/hiv-in-people-who-use-drugs

WHO (2012) HIV/AIDS. Consultabile all’indirizzo web: http://www.who.int/hiv/en/

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