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Love… Actually

Alcuni suggerimenti mindful (di consapevolezza) sull’amore – giusto in tempo per San Valentino.

 

Illustration by Gavin Potenza

Illustration by Gavin Potenza

 

Ok, forse – come me – non siete tipi da San Valentino, ma se negli Stati Uniti vengono spesi 18 milliardi di $ ogni Febbraio in fiori, cioccolatini, regali e ristoranti, qualcuno evidentemente lo è.

Comunque… Perché non utilizzare questa occasione per festeggiare realmente l’amore?

Di seguito trovate qualche suggerimento per dire ‘Ti amo’ durante questo mese d’amore senza dover utilizzare la carta di credito.

Ascolta — ascolta veramente — il tuo partner. Questo significa offrirgli la tua più totale attenzione sinceramente interessata, come sottolineano gli esperti di comunicazione consapevole Hope Martin e David Rome. Prenditi il tempo per capire completamente quello che sta dicendo. Il linguaggio del corpo, la scelta delle parole, il tono della voce – resterai sorpreso di quanto puoi esserti perso finora.

Offrigli/le la tua presenza totale quando siete insieme. Non guardare il cellulare. Resisti alla tentazione di lamentarti del lavoro. Scivolare nella solita dinamica del pilota automatico  tu-fai-così/io-faccio-colì — non è divertente e può intaccare qualsiasi relazione, dice Marsha Lucas, neuropsicologa e autrice di Rewire Your Brain for Love.

Valorizza le piccole cose che il tuo partner fa per te  e fai qualcosa per ricambiare. Il coach relazionale Josh Wise suggerisce ai due partner di fare un ulteriore passo avanti: discutere delle gentilezze che ricevono l’uno l’altro ed esprimere come queste li fanno sentire.

Empatia. È l’ingrediente necessario per coltivare relazioni sane di tutti i tipi. Secondo quanto dice Ronald Siegel in  The Mindfulness Solution: “Quando riusciamo a stare veramente con qualcuno ed entrare in empatia con la sua esperienza, anche quando è dolorosa, il rapporto diviene più profondo.”

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Articolo tratto e adattato dal numero di Febbraio 2014 di Mindful Magazine [www.mindful.org/mindful-magazine/love-actually]

 

Mindfulness, Alessitimia e Self-differentiation nei Disturbi di Personalità

Nel corso degli ultimi anni stiamo assistendo ad un crescente interesse da parte del mondo scientifico all’influenza della mindfulness nella regolazione emotiva (Linehan, 1993), la riduzione dello stress (Kabat-Zinn, 1990) e nel trattamento di popolazioni cliniche (Baer, 2003; Segal et al, 2002).

Ancora pochi studi però si sono interessati, ad oggi, della relazione tra mindfulness, capacità di “self-differentiation” e alessitimia.

Il costrutto di self-differentiation può essere descritto a livello intrapsichico e interpersonale. Parlando di differenziazione ci si può innanzitutto riferire alla capacità di poter ragionare sui propri stati mentali e di assumere da essi distanza critica, ovvero considerare che le proprie idee su di sé e gli altri sono soggettive e che le cose potrebbero essere diverse  viste da un’altra angolatura (Dimaggio e Lysaker, 2011; Dimaggio et al., 2013).

A livello interpersonale, la self-differentiation si riferisce alla capacità di mantenere presenti se stessi e i propri stati emotivi mentre si è coinvolti nell’interazione con altri (Bowen, 1978). Una scarsa self-differentiation si manifesta nell’incapacità di autoregolazione emotiva e in una forte reattività e impulsività interpersonale. Individui con scarsa capacità di differenziazione del sé sono meno flessibili e capaci di adattarsi in condizioni di stress, in quanto meno abili nel moderare l’arousal emotivo derivante da tali situazioni (Skowron et al., 2004).

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State of mind

Testo completo consultabile online su State of Mind – Il giornale delle scienze psicologiche

Gioco d’Azzardo Patologico e Disturbi di Personalità: non solo Antisociali

Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un argomento sempre più d’attualità, anche nel mondo scientifico. Numerose ricerche si sono infatti susseguite nel corso degli anni e numerose sono, ad oggi, le evidenze rispetto ad una comorbilità tra GAP e disturbi di personalità, soprattutto appartenenti al Cluster B (istrionico, narcisistico, antisociale e borderline). I tratti di impulsività, di disregolazione emotiva, di sensation e novelty seeking tipici di questo Cluster di personalità sono stati spesso osservati e riscontrati nei giocatori patologici e sembrano essere alla base dei comportamenti disfunzionali messi in atto da questi individui (Clarke, 2004; Martinotti et al., 2006). gambling

Il disturbo antisociale di personalità, in particolare, sembra essere il disturbo maggiormente riscontrato tra i gamblers e anche quello più studiato (Slutske et al., 2001; Pietrzak & Petry, 2005). Tuttavia, tra i pochi studi che si sono occupati di indagare la correlazione tra il gioco d’azzardo patologico e i disturbi di personalità diversi dall’antisociale, uno studio ha messo in luce che nel 53% dei giocatori patologici si riscontra un disturbo di personalità non antisociale (Steel & Blaszczynski, 1998).

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State of mind Consultabile online anche su State of Mind – Il giornale delle scienze psicologiche
 
CTMI Consultabile online anche su Centro di Terapia Metacognitiva Interpersonale

Esordio psicotico e uso di sostanze

Interventi precoci nelle psicosi_locandinaDi seguito le diapositive del mio intervento al convegno INTERVENTI PRECOCI NELLE PSICOSI: I NUOVI PROTOCOLLI, organizzato a Roma, il 17 Maggio 2013 dall’Associazione AFORPS (www.aforps.it).

La presentazione si basa sui numerosi studi scientifici che ad oggi confermano una correlazione positiva tra l’assunzione di sostanze e il rischio di esordio psicotico, soprattutto in soggetti con una vulnerabilità di base e tanto maggiore quanto precoce è l’inizio dell’uso/abuso di sostanze.

 

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